Vai al contenuto

PATOLOGIA O DISFUNZIONE?

Con il termine patologia si intende la presenza di una alterazione fisica o anatomica a carico di una o più strutture del corpo.
Patologie possono quindi essere lesioni ai tendini o legamenti, strappi muscolari, artrosi, infiammazioni articolari e via di seguito. Questo tipo di alterazioni sono evidenziabili grazie alla diagnostica per immagini che comprende radiografia, ecografia, risonanza magnetica e tac e vanno trattate ognuna in maniera differente con terapie specifiche e tempi di recupero più o meno lunghi.

La disfunzione è invece un’alterazione della funzionalità di un’area del corpo che spesso non risulta comunque danneggiata fisicamente. L’esempio più semplice di disfunzione è quello che si può trovare in una qualunque area della colonna vertebrale: due vertebre hanno perso la capacità di muoversi in maniera libera ed indipendente tra loro condizionando il movimento dell’intera spina dorsale, ma se vengono eseguite radiografie, ecografie o altre indagini strumentali non viene visualizzata alcuna patologia diagnosticabile.
Eppure il cavallo ha qualcosa che non va.
Esiste uno strumento unico per riconoscere e risolvere una disfunzione funzionale: le mani sapienti di un chiropratico, osteopata o terapista manuale ben formato.

In campo umano la differenza è più chiara: prendiamo l’esempio del mal di collo, o cervicalgia. Se una persona ha avuto un incidente in auto e da quel momento lamenta dolore al collo viene portata in ospedale dove i medici ortopedici e radiologi eseguono degli esami per escludere la presenza di lesioni o patologie. Se questi esami risultano negativi non si è risolto il problema: il dolore è ancora presente e viene spesso consigliato al paziente di recarsi da un chiropratico/osteopata/fisioterapista per un ciclo di trattamenti che risolvano le disfunzioni o blocchi e facciano scomparire il dolore.

Ma se non c’erano lesioni, come mai il paziente aveva dolore?
Il dolore a collo e schiena spesso non deriva da un danno anatomico, ma dallo spasmo di un muscolo paraspinale (o più di uno). Questi piccoli muscoli che collegano una vertebra all’altra non hanno tanto il compito di far muovere la schiena, ma piuttosto quello di mandare informazioni sensoriali al cervello: sono dei veri e propri organi di propriocezione.
Se per qualunque motivo uno di questi muscoli ha uno spasmo e provoca dolore, la persona o l’animale reagirà cercando di irrigidire tutti gli altri muscoli di quell’area, in modo tale da bloccare il movimento del muscolo dolorante e non soffrire ulteriormente.
Può poi accadere che con il tempo lo spasmo iniziale si risolva ma tutta la rigidità dell’area non sia in grado di svanire da sola. In questo modo si manterrà una zona di colonna vertebrale poco mobile e le aree adiacenti (prima e dopo) dovranno sforzarsi di muoversi di più per compensarla.

Un esempio per spiegare questo fenomeno può essere quello di un elastico per capelli con la banda in metallo: il ferretto simula il segmento vertebrale rigido, mentre il resto dell’elastico è la colonna vertebrale più libera di muoversi. Se voglio muovere o piegare l’elastico, la parte metallica rimarrà rigida e le fibre elastiche più sollecitate saranno quelle ai suoi lati (è proprio per questo motivo che i fermacapelli si rompono sempre nel punto di giunzione tra metallo ed elastico..ed è anche il motivo per cui le ernie al disco vengono sempre prima o dopo il segmento vertebrale più rigido).

Esistono due tipologie differenti di alterazioni funzionali: i macrotraumi e i microtraumi. I primi sono ovviamene più evidenti e facili da notare: un cavallo che cade in ricezione da un salto, scivola durante l’esecuzione di un esercizio, sbatte contro una staccionata, ecc.. Spesso provocano un danno evidente come un gonfiore, un’infiammazione o una zoppia e per risolverli c’è bisogno dell’aiuto di un Medico Veterinario ortopedico con i suoi strumenti diagnostici e terapeutici.
I microtraumi invece sono subdoli, poco evidenti e possono avere origini multiple: scorretta masticazione, alterazione della postura, ferratura inadeguata, finimenti che non calzano bene o vengono usati scorrettamente, eccesso di esercizio o assenza di movimento (..) e la somma di essi può arrivare a deteriorare l’equilibrio del cavallo e provocare più danni di un singolo macrotrauma, oltre che disfunzioni multiple.

Risolvendo le disfunzioni, il Chiropratico è in grado di prevenirne le conseguenze a lungo termine che potrebbero degenerare in lesioni anche molto distanti dal punto di inizio della disfunzione.
Inoltre, liberato da inutili tensioni il cavallo si sentirà da subito meglio, più rilassato e più libero di muoversi. Con un corpo in equilibrio manterrà una postura corretta e sarà meno predisposto a dolori e rigidità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Clicca sul pulsante qui sotto e prenota ORA la tua valutazione oggettiva dell'andatura completamente gratis.

Offerta dedicata a cavalli stabulati in Trentino Alto-Adige, Veneto e Lombardia.
Al di fuori di tali confini si applica un tariffario per l’uscita da concordare con il cliente.

Il tuo ordine

Valutazione oggettiva dell'andatura del cavallo.

Tot.: €75,00

GRATIS

Richiedi una prima visita